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A danno dei pazienti e a spese dei contribuenti

La società specialistica per la terapia interventistica del dolore respinge il limite massimo Tardoc

La disciplina altamente specializzata della terapia interventistica del dolore respinge il limite massimo nel sistema di fatturazione medica Tardoc, proposto al Consiglio federale dai partner tariffari a luglio. Tale limite è in palese contrasto con una garanzia economicamente sostenibile dell’assistenza ambulatoriale ai pazienti. La Swiss Society for Interventional Pain Management (SSIPM) chiede pertanto una rivalutazione del limite massimo Tardoc sulla base di accertamenti accurati e risultati empirici, invece di una decisione affrettata a danno dei pazienti e a spese dei contribuenti.

La società specialistica per la terapia interventistica del dolore in Svizzera respinge, nella sua forma attuale, il limite massimo delle prestazioni mediche fatturabili nel sistema tariffario medico Tardoc. Il tetto previsto di 1577 punti tariffari non limita in primo luogo il reddito dei medici, come sostengono i sostenitori, ma riduce il benessere dei pazienti e la sicurezza dell’approvvigionamento. Esso è inoltre in palese contrasto con il principio formulato dal Consiglio federale, secondo cui i trattamenti ambulatoriali sono da preferire a quelli stazionari in ospedale, più costosi. Questo è proprio ciò che minaccia di accadere se venisse introdotto il limite massimo: una volta raggiunto, i pazienti non potrebbero più essere trattati dai medici specialisti liberi professionisti, perché i costi derivanti non sarebbero coperti. La conseguenza: i pazienti con dolori acuti e cronici dovranno aspettare più a lungo per un trattamento o recarsi in ospedale.

Contingentamento arbitrario di interventi medicalmente necessari

Secondo l’esperienza della SSIPM, che coincide con quella di altre discipline come l’oncologia, la cardiologia, l’oftalmologia o la ginecologia, i medici esperti ed efficienti raggiungono il limite massimo già dopo aver trattato pochi pazienti al giorno. Il motivo risiede nel fatto che vengono eseguiti interventi altamente specializzati, come infiltrazioni, blocchi nervosi, rizotomie ecc., che secondo il Tardoc vengono fatturati in minuti di prestazione. Nel sistema tariffario, i minuti di prestazione non corrispondono necessariamente ai minuti effettivi, trattandosi di valori di calcolo. Gli interventi di medicina del dolore sono guidati da immagini e richiedono molto tempo: un limite massimo giornaliero rigido di punti tariffali limita di fatto il numero di interventi possibili al giorno, indipendentemente dall’effettiva necessità medica o dalle dimensioni dello studio. Il metodo di calcolo applicato dal legislatore per il limite massimo si basa su un orario di lavoro fittizio di un medico di una media di 12 ore al giorno. Il problema è che non si tratta di tempo di lavoro, bensì di un valore teorico in minuti depositato nel Tardoc per ogni singola prestazione medica. Un medico esperto potrebbe quindi curare più pazienti nel suo tempo di lavoro reale, ma in futuro non potrà più farlo perché raggiungerà il limite consentito già dopo pochi pazienti. Secondo la valutazione della SSIPM, che concorda con quella di altre società specialistiche, molti studi medici dovranno quindi respingere i pazienti già dal primo pomeriggio.

Molti studi medici sono già oggi sottofinanziati

Il limite massimo contribuisce però anche strutturalmente a una riduzione dell’assistenza nella medicina ambulatoriale specializzata. Il motivo è che il Tardoc definisce le tariffe da un lato per le prestazioni mediche e dall’altro per i costi di infrastruttura, attrezzature e personale. Già ora molti studi altamente specializzati soffrono di rimborsi per l’infrastruttura che non coprono i costi e che variano a seconda del cantone. Dal punto di vista economico, uno studio medico è una PMI. Se l’attività non è finanziata in modo sostenibile, rischia la chiusura. Di conseguenza, in molti studi medici avviene già oggi di fatto un finanziamento trasversale dell’infrastruttura sottofinanziata attraverso il compenso delle prestazioni mediche. È quindi molto populista accusare genericamente le migliaia di medici specialisti in Svizzera, a causa di poche pecore nere, di guadagnare troppo e di fatturare costi eccessivi. La realtà è completamente diversa: secondo l’esperienza della SSIPM, l’infrastruttura di molti studi è già oggi sottofinanziata per quasi due terzi.

La SSIPM sostiene le ottimizzazioni e il principio «l’ambulatoriale prima dell’ospedaliero»

La SSIPM accoglie con favore, in linea di principio, l’intento di attuare misure per aumentare l’efficienza e contenere i costi nel sistema sanitario. Tuttavia, il limite massimo delle prestazioni ambulatoriali fatturabili, deciso in linea di principio dal Parlamento e negoziato dai partner tariffari sotto grande pressione, contraddice fondamentalmente il principio secondo cui i pazienti dovrebbero essere trattati preferibilmente a livello ambulatoriale per alleggerire le costose infrastrutture ospedaliere finanziate con il denaro dei contribuenti. Ciò porta inevitabilmente a un’inversione del principio «l’ambulatoriale prima dell’ospedaliero»: un numero maggiore di pazienti dovrà essere respinto a livello ambulatoriale perché non potrà più essere trattato per ragioni economiche.

Nessuna minaccia per il sistema sanitario svizzero di alta qualità

Insieme a molte altre società specialistiche, la SSIPM esorta quindi caldamente il Consiglio federale a non introdurre il limite massimo di 1577 punti tariffali. Al contrario, occorre innanzitutto effettuare accertamenti approfonditi, tenendo conto dei valori empirici e dei dati reali, per verificare se e in quale forma e misura un tetto massimo sia sensato anche dal punto di vista economico e come questo possa essere attuato per gli studi medici altamente specializzati. La nuova struttura tariffaria non deve danneggiare irreparabilmente né le procedure di assistenza ambulatoriale ai pazienti, che si sono fondamentalmente dimostrate valide, né il sistema sanitario svizzero, finora di alta qualità.

Posizione SSIPM-TARDOC-Limite massimo
La società specialistica per la terapia interventistica del dolore respinge il limite massimo Tardoc

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